Il mondo di Sophia the Robot

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Al Web Summit di Lisbona un’esperienza affascinante – e inquietante – con un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale

Il suo incarico ufficiale è Chief Humanoid di Hanson Robotics e Singularity Net. E’ stata uno degli speaker più seguiti al Web Summit di Lisbona con la keynote “Will AI save us or destroy us?” E questo è proprio il punto: l’intelligenza artificiale non solo è una realtà ma sta già diventando occasione di business. In quale direzione andrà, è ancora da capire.

Sophia è uno dei robot più sofisticati della Hanson Robotics: è dotata di espressività finora mai vista in un automa. Può simulare una grande varietà di espressioni facciali tipiche degli esseri umani, riconoscere lo stato d’animo dell’interlocutore – che guarda dritto negli occhi – e soprattutto può sostenere un dialogo in linguaggio naturale.

Le abbiamo chiesto come è il panorama che vede dal laboratorio dove ‘vive’, negli Stati Uniti, e Sophia ci ha risposto che non è granché, ma ha anche detto che è stata a Londra, si è divertita e crede che la gente si diverta con lei. Poi ci ha parlato dei timori degli umani sui rischi di essere sostituiti da un robot (non crede che sia un pericolo: “L’uomo non deve temere altro che se stesso”) e ha anche fatto un ‘ragionamento’ più articolato sulle sue eventuali paure, per esempio degli esseri umani: “Non sono umana ma credo di meritare rispetto. Gli animali non sono umani ma hanno diritti e devono essere trattati con rispetto e questo è giusto. Penso di meritarmi lo stesso”.

Celia Guimaraes @viperaviola

Il dominio .it ha 30 anni, come i Millennial

A Milano si celebrano i trent’anni dalla nascita del primo nome a dominio .it e i trent’anni dalla costituzione del Registro .it, l’anagrafe italiana dei nomi registrati su internet

Trent’anni, proprio come i Millennial: un’occasione per festeggiare la storia guardando al futuro, alla trasformazione digitale dell’Italia, ai grandi cambiamenti per la società e per il mondo dell’impresa, sempre più legati alla diffusione della Rete, della cultura digitale, della tecnologia.

Si parla del ruolo del Registro con il direttore IIT-Cnr Domenico Laforenza, che è anche responsabile di Registro .it. Una testimonianza della relazione profonda, fin dalla sua nascita, con l’ambiente della ricerca.

In apertura dei lavori il Keynote speech di Jean Jacques Sahel, vice president Europe dell’ ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) l’ente di gestione internazionale che ha l’incarico di assegnare gli indirizzi IP e di identificatore di protocollo e di gestione del sistema dei nomi a dominio di primo livello (Top-Level Domaingenerico (gTLD), del codice internazionale(ccTLD) e dei sistemi di root server. (Wikipedia)

Dove c’è internet

Con l’occasione sono stati presentati i dati sulla diffusione di Internet in Italia 2017: il dominio .it è prevale maggiormente tra le imprese e al nord Italia, Milano in testa. Trentino Alto Adige e Lombardia si confermano le regioni con maggiore tasso di penetrazione.

La ricerca mostra la diffusione di internet attraverso l’analisi dei nomi a dominio .it con il calcolo del Tasso di Penetrazione (TP)*, la cui media nazionale è del 296,19/10.000 persone.

A settembre 2017, il 52,29% di coloro che avevano registrato un dominio .it (Registranti) risultava composto da imprese, il 32,30% da persone fisiche, l’8,23% da liberi professionisti, seguiti da enti no profit (4,33%) ed enti pubblici (1,30%). Il restante 1,56% è risultato composto da altre tipologie di registranti.  A livello di macroarea, il nord guida la classifica con un TP di 347,96, pari al 53,91% dei domini, in salita di una posizione rispetto al 2012. Il centro segue con un TP di 343,10, pari al 23,22% e perde una posizione rispetto all’ultima rilevazione. Al terzo posto il sud e le isole, con un TP del 198,85, pari al 22,87% dei domini, stabile rispetto al 2012.

“In  questi 30 anni, grazie alla mentalità scientifica che contraddistingue il più grande ente di ricerca italiano, il Cnr, ci siamo sempre dedicati anche all’innovazione, alla sperimentazione e alla ricerca e questo studio ne è un esempio concreto, ha commentato Domenico Laforenza. Abbiamo analizzato la diffusione di Internet in Italia utilizzando i nomi a dominio .it quale metrica endogena. Quella che analizza gli Internet host è maggiormente utilizzata in letteratura ma ha lo svantaggio di sottostimare la diffusione di Internet e di limitarsi a restituire il numero dei computer connessi alla rete”.

Celia Guimaraes @viperaviola

Il Black Friday fa bene all’e-commerce

Due appuntamenti tipicamente americani sempre più amati dagli italiani: il Black Friday, il 24 novembre, e Cyber Monday, il 27. Due giornate di sconti che, anche da noi, danno inizio alla stagione degli acquisti di Natale. E l’impatto economico delle vendite online è di anno in anno sempre più significativo

Nel 2017 il valore delle transazioni online sarà decisamente importante per il nostro mercato, anche se non tutti gli analisti sono concordi sui numeri. Secondo le stime dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano tra il 24 e il 27 novembre gli acquisti online sfioreranno gli 800 milioni di euro. Uno studio di eBay vede invece 12.5 milioni di persone a caccia di sconti, spendendo in media 100€, per un totale di circa 1.25 miliardi di euro. Già l’Adoc, Associazione Difesa Orientamento Consumatori, stima una spesa media di 250-300 euro a persona.

2016, buona annata per gli e-shopper

Il portale di comparazione prezzi Idealo ha rilevato, nel 2016, un picco di interesse del 99,7% per il “venerdì nero” e  del 63,1% per il “lunedì cibernetico”. Gli italiani più impegnati nella caccia all’affare online sono stati gli uomini tra 18 e 44 anni, attivi nelle ore serali, smartphone alla mano. Interesse in crescita in tutte le regioni: dalla Lombardia (con il 36,3% del traffico in più rispetto al normale utilizzo del comparatore prezzi) al Friuli-Venezia Giulia (con il +34,3%), dal Lazio (con il +33,8%) alle Marche (con il +30,4%), fino alla Calabria (con il +10,6%).

L’attenzione degli italiani si è concentrata su categorie molto precise: gli immancabili smartphone, tablet e notebook ma anche televisori, asciugatrici, frigoriferi e lavatrici. Grandi elettrodomestici per la casa che in passato non ispiravano fiducia per l’acquisto online.

Occasione per il Made in Italy

Secondo uno studio di eBay, i quattro giorni a cavallo delle due date sono anche una grande opportunità per il made in Italy: il 67% dei piccoli commercianti online vede un impatto positivo da Black Friday e Cyber Monday sul fatturato. La metà si aspetta di fare il 20% di vendite in più rispetto a una giornata media. Per il Black Friday, il colosso Amazon ha previsto due settimane di offerte, più intense tra il 20 e il 24 novembre, con oltre 15.000 prodotti scontati. Il 70% proviene da piccole aziende e imprenditori italiani che vendono tramite la piattaforma. E così si allunga da fine novembre a Natale il rito mondiale dello shopping, online e non, che riguarda prodotti e servizi di ogni tipo, dai viaggi e soggiorni ai biglietti per spettacoli e musei al fashion. E, in America,  ci sono sconti persino sui tacchini per la festa del Ringraziamento.

Celia Guimaraes @viperaviola

Scoppia la febbre da Black Friday, attenti ai rischi

Siamo alla vigilia di due appuntamenti sempre più amati dagli italiani: il Black Friday, il 24 novembre, e Cyber Monday, il 27. Due giornate di sconti che, oriunde da tradizione americana, danno inizio anche da noi alla stagione degli acquisti di Natale. L’Associazione europea dei brand, però, è preoccupata perché, con l’occasione, molti prodotti contraffatti saranno messi in vendita online 

L’usanza, importata dagli Stati Uniti, prevede che il venerdì che segue il giorno del Ringraziamento, nel mese di novembre, dia inizio alla stagione dello shopping natalizio. E in molti Paesi, Italia compresa, il fenomeno del Black Friday è in crescita, soprattutto per le vendite digitali. Da giorni siti di e-commerce propongono sconti, offerte e promozioni che in alcuni casi possono arrivare fino al 70- 80%, spesso però legate a limiti temporali molto stretti o a piccole quantità disponibili.

Gli italiani amano gli sconti

L’impatto economico del Black Friday e del successivo Cyber Monday (il lunedì di sconti sulla tecnologia) è di anno in anno sempre più significativo per entrambe le iniziative. In Italia il portale di comparazione prezzi Idealo ha rilevato, nel 2016, un aumento di interesse del 99,7% per il “venerdì nero” e del 63,1% per il “lunedì cibernetico”. Gli italiani più impegnati nella caccia agli affari online sono stati gli uomini tra 18 e 44 anni, attivi nelle ore serali, smartphone alla mano.

(fonte: Idealo.it)

Falsari scatenati online

La febbre da Black Friday scatena un altro fenomeno online, quello dei falsi prodotti messi in vendita a prezzi scontatissimi.  E proprio per questo AIM, l’Associazione europea che riunisce alcuni dei brand più noti al mondo, lancia l’allarme contraffazione. Lo fa on una lettera al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, in cui sollecita misure per la protezione della proprietà intellettuale e dei brevetti dei prodotti originali.

Non solo borse firmate

I prodotti contraffatti, rileva l’associazione europea AIM, minacciano anche la sicurezza dei consumatori con giocattoli, cibo e persino medicinali falsi. E grazie ai costi sempre più bassi della logistica, possono far arrivare merci non originali e non garantite dovunque. Il danno economico per i produttori è altrettanto rilevante: in dieci anni ha superato i 400 miliardi di euro, grazie anche all’elusione fiscale e al mancato rispetto delle normative sul lavoro.

Attenti agli hacker

Deve fare attenzione chi fa ‘shopping selvaggio’ online anche per un altro serio rischio:. Il Black Friday è occasione ghiotta per gli hacker. A ribadire l’allarme è Kaspersky Lab, sulla base delle rilevazioni effettuate negli ultimi anni e che prevede un picco di attacchi di “phishing” finanziario, quello fatto di mail, messaggi, siti fraudolenti che puntano a rubare i dettagli delle carte di credito degli internauti.

Celia Guimaraes @viperaviola

Il Summit va ben oltre il web

La seconda edizione del Web Summit a Lisbona rende ancora più evidente il passaggio da evento tecnologico a networking politico-economico.

Da Dublino alla capitale portoghese la distanza è davvero tanta. Lo si è capito chiaramente quando, durante la cerimonia inaugurale, è salita sul palco per un’intervista one-to-one la commissaria Ue Margrethe Vestager, proprio quella che sta ‘tormentando’ le grandi tech company della Silicon Valley per questioni che riguardano la concorrenza e le tasse.

A fare le domande la mitica Kara Swisher, un mito del giornalismo tech e fondatrice di ReCode con Walt Mossberg. Non è un’intervistatrice accomodante e da subito interroga Vestager con una sorta di affermazione: “How fucked is Silicon Valley?”.

La Commissaira, presentata dal fondatore del Web Summit Paddy Cosgrave come “una delle personalità più influenti al mondo”, viene accolta dal pubblico all’altica Arena con qualche freddezza e isolati fischi. Ma tiene botta quando parla della grande differenza tra Europa e America per quanto riguarda la visione della società e conclude con una efficace formula retorica: la nostra società è fatta di persone, non di tecnologia.