Il fascino delle startup italiane a Lisbona

“In un momento di grande incertezza per molte industrie e, in definitiva, per il mondo stesso, mettiamo insieme fondatori e amministratori delegati delle aziende tecnologiche, startup in rapida crescita, politici e capi di Stato per porre a tutti una semplice domanda: dove andare?” – Web Summit

La risposta arriva anche dall’Italia

Il pubblico ha superato le 70 mila presenze, oltre 11 mila i partecipanti provenienti da 163 Paesi,  soprattutto una buona vetrina per le 2.150 startup che sgomitano per farsi conoscere. Il Web Summit, evento nato  in sordina a Dublino quasi dieci anni fa ed emigrato a Lisbona  nel 2016, oggi è uno degli eventi più attesi da chi fa innovazione.

La parte del leone è della Gran Bretagna, ma l’Italia c’è, nel 2019 ben rappresentata da 25 startup di livello Alpha (su un totale di 150) scelte per salire sul palco dell’Altice Arena davanti a pubblico e investitori. Due di esse, AR Market (gaming) e JoinSet (tennis) sono arrivate in finale tra le 20 migliori.

Ice e Italian Startup

Contest a parte, altre 22 startup italiane hanno trovato un posto sotto le volte dei padiglioni degli espositori, selezionate da Ita (Italian Trade Agency – da noi nota come Ice, Istituto per il commercio estero)  e sostenute nella trasferta portoghese grazie allo “Startup Special Program”.

Tra queste abbiamo incontrato gli inventori di Tata, un cuscino smart salva-bambini che utilizza tre livelli di allarme trasmessi  via bluetooth al cellulare del genitore o della persona che ha in custodia il bimbo, anche se il telefono è spento, scarico o fuori campo. Il sistema è compatibile con smartphone Android e iOS, si adatta a tutti i tipi di seggiolini in commercio ed è lavabile. “Da papà di quattro bambini”, ha detto Giorgio Sadolfo, ad e tra i fondatori della startup Filo, “sono un beta tester molto attento e non avremmo fatto uscire  Tata sul mercato prima che ci fosse una legge ad hoc sui dispositivi anti-abbandono”. Che adesso c’è.

Enterprise European Network

Anche la Commissione europea – DG Connect – era a caccia di talenti al Web Summit. E tra le eccellenze da valorizzare e aiutare concretamente con sostegno finanziario e networking abbiamo incontrato Youbiquo, startup italiana che ha sviluppato in proprio gli Smart Glasses per la manutenzione dotati di intelligenza artificiale grazie ai fondi europei.

Racconta Pietro Carratu, amministratore delegato: “Lavoravo per un’azienda di manutenzione per installazioni militari”. Anni di esperienza che gli hanno consentito di mettere insieme un gruppo di esperti per fabbricare gli occhiali intelligenti personalizzabili per adattarsi al lavoro richiesto. Enterprise Europe Network ha messo Youbiquo in contatto con finanziatori e fornitori, ora l’azienda prevede di espandersi nei Paesi di lingua tedesca e sta per aprire un ufficio a Vienna.

 

Celia Guimaraes @viperaviola

Web Summit, parla Snowden…prima di Huawei

Web Summit (ApPhoto)

Inizia a Lisbona, in Portogallo, l’edizione 2019 della piĂą grande rassegna tecnologica d’Europa, dove oltre duemila startup hanno la possibilitĂ  di farsi conoscere da investitori e dove si fanno affari colossali. Non manca all’appello nessuna delle Big Tech mondiali e sono rappresentate anche aziende dei settori automotive, fintech, sport e via elencando. Ospite d’onore della giornata inaugurale, Edward Snowden, per alcuni – come il Governo americano – una spia, per altri, un eroe. Era in collegamento da Mosca, non è stato rivelato quale piattaforma è stata utilizzata per trasmettere il segnale a/v.

Nota a margine: è andato tutto ok ma, in serata, l’organizzazione del Web Summit ha inviato alla stampa accreditata la “copia di backup” dell’intervista con Snowden, registrata in precedenza perchĂ© non si sa mai, la tecnologia può fallire…

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