Il mondo di Sophia the Robot

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Al Web Summit di Lisbona un’esperienza affascinante – e inquietante – con un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale

Il suo incarico ufficiale è Chief Humanoid di Hanson Robotics e Singularity Net. E’ stata uno degli speaker più seguiti al Web Summit di Lisbona con la keynote “Will AI save us or destroy us?” E questo è proprio il punto: l’intelligenza artificiale non solo è una realtà ma sta già diventando occasione di business. In quale direzione andrà, è ancora da capire.

Sophia è uno dei robot più sofisticati della Hanson Robotics: è dotata di espressività finora mai vista in un automa. Può simulare una grande varietà di espressioni facciali tipiche degli esseri umani, riconoscere lo stato d’animo dell’interlocutore – che guarda dritto negli occhi – e soprattutto può sostenere un dialogo in linguaggio naturale.

Le abbiamo chiesto come è il panorama che vede dal laboratorio dove ‘vive’, negli Stati Uniti, e Sophia ci ha risposto che non è granché, ma ha anche detto che è stata a Londra, si è divertita e crede che la gente si diverta con lei. Poi ci ha parlato dei timori degli umani sui rischi di essere sostituiti da un robot (non crede che sia un pericolo: “L’uomo non deve temere altro che se stesso”) e ha anche fatto un ‘ragionamento’ più articolato sulle sue eventuali paure, per esempio degli esseri umani: “Non sono umana ma credo di meritare rispetto. Gli animali non sono umani ma hanno diritti e devono essere trattati con rispetto e questo è giusto. Penso di meritarmi lo stesso”.

Celia Guimaraes @viperaviola

La Jam session tra jazzman e Intelligenza Artificiale

Due esempi, uno italiano e uno britannico, di come ingegneri e compositori fondono insieme tecnica e tecnologia per improvvisazioni musicali del tutto inedite e futuristiche

Potete provarlo da soli: improvvisare un duetto al piano con un computer è possibile per chiunque, anche a chi non sa suonare. Basta toccare i tasti, eseguire alcune note e – miracolo della tecnologia? –  il computer vi risponderà con una melodia. Si chiama AI Duet (potete trovarlo qui) ed è una piattaforma di Google che dimostra come sarà la nostra vita fianco dell’intelligenza artificiale grazie al  Machine Learning, la ‘macchina che impara dai propri errori’.

Un’intelligenza artificiale che analizza ed elabora lo stile di un musicista che improvvisa, per poi duettare con lui è uscita anche dai laboratori di ricerca italiani.  “Cracking Danilo Rea” è un progetto realizzato su un’idea di Alex Braga e sviluppato da un team di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria e del  Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre.

Il sistema è stato messo a punto  nel nuovo laboratorio di Tecnologie Musicali e Acustica dell’Ateneo, concepito per le improvvisazioni live del pianista Danilo Rea.  Il computer  impara lo stile del musicista, in tempo reale, per poi generare una propria interpretazione musicale della composizione di Rea. Il duetto tra Danilo Rea e la macchina è completato dai suoni elettronici di Alex Braga basati sulla performance dell’IA.

Cracking Danilo Rea

Roma Tre Radio ospita i protagonisti del progetto #CrackingDaniloRea: un percorso di sintesi tra tecnologia e spettacolo, musica elettronica e dimensione acustica, sperimentazione e università, organizzato dal Laboratorio Interdipartimentale di Tecnologie musicali e Acustica dell’Università Roma TreIn studio con noi Alex Braga, il prof. Alessandro Salvini del Dipartimento di Ingegneria Università Roma Tre e il prof. Luca Aversano, coordinatore del collegio didattico in Scienze e tecnologie delle arti, della musica e dello spettacolo di Roma Tre. #RomaTreRadio #Arte #musica #cultura #università RadUni #Ingegneria #dams

Pubblicato da Roma Tre Radio su Mercoledì 14 giugno 2017

“Al progetto hanno collaborato quei ricercatori di Ingegneria che hanno un consolidato know-how nel campo dell’Intelligenza artificiale applicata”, ha spiegato Alessandro Salvini, ordinario di Elettrotecnica alla Roma Tre, con l’obiettivo di unire “le eccezionali abilità di un musicista che improvvisa a quelle di una macchina che costruisce uno spartito musicale seguendo il ‘codice umano’. Quest’attività di ricerca vuole capire fino a che punto l’intelligenza artificiale possa confrontarsi con l’improvvisazione umana”.

Il Messia del jazz tra MIT e Grammy

Nel 2015 il Guardian lo ha descritto come ‘ Jazz’s New Messiah’, segnando l’avvio dell’inarrestabile ascesa di Jacob Collier, classe 1994. Polistrumentista, jazzista, artista a tutto tondo, Collier dal 2012 era parecchio noto su YouTube, dove le sue reinterpretazioni classici come ‘Don’t You Worry ‘Bout a Thing’ di  Stevie Wonder macinavano milioni di visualizzazioni.

La sua musica nasce nella sua cameretta da studente londinese, che diventa un laboratorio di musica trasportato sui palcoscenici di tutto il mondo grazie alla collaborazione con il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston. “In my room”  si chiamerà il suo album di esordio,  che vincerà due Grammy Award.

Celia Guimaraes @viperaviola

Il lavoro del futuro richiederà passione e trasversalità

Una delle più importanti ricercatrici italiane, dopo una serie di vicissitudini nel nostro Paese, si è stabilita negli Stati Uniti dove continua a lavorare in un centro d’eccellenza. Ospite in Italia del Festival dei giovani, spiega loro come bisognerebbe prepararsi per il futuro lavoro   


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Che succede ai social network ‘usa e getta’?

Facebook ha smesso di essere il regno dei Millenial da tempo: il ‘sorpasso’ in Italia è avvenuto già nel 2012. Oggi nessun social network fidelizza come un tempo e a farsi più volatile sembra essere proprio il pubblico dei giovanissimi. Si prova a trattenerli con il Machine learning