LulzSec chiude. O forse no

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L’annuncio su Twitter è stato letto come una reazione nervosa a causa dalle indagini internazionali in corso. Il gruppo ha rivendicato attacchi a Cia, partner dell’Fbi, Senato Usa, aziende di videogame, intrattenimento e siti pornografici.

E’ la fine? “Ci auguriamo e scommettiamo che la rivoluzione continui senza di noi”, affermano.

 

“Il nostro viaggio di 50 giorni è finito: lasciamo dietro di noi, speriamo, ispirazione, paura, felicità disapprovazione, approvazione, ironia, imbarazzo, meditazione, gelosia, odio e anche amore. Ci auguriamo di aver avuto un impatto microscopico su qualcuno, da qualche parte. Ci auguriamo e scommettiamo che la rivoluzione continui senza di noi. Per favore non fermatevi. Insieme, uniti, possiamo sconfiggere i nostri comuni oppressori ed essere permeati con il potere e la libertà che ci meritiamo”, recita il comunicato su Twitter. 

Fra gli obiettivi privilegiati del gruppo sono stati i videogiochi: Sony e Nintendo sono finite nel mirino di Lulz Security, che ha rubato milioni di indirizzi e dati personali. Il gruppo ha anche effetuato intrusioni nei server della Cia, del Senato e del Fondo Monetario Internazionale.

(celia guimaraes)

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