La mappa dell’e-commerce in Italia

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Pescara capitale dei libri, Roma quella dei videogame. E la capitale della moda? Incredibile, è Brescia. Bolzano, poi, primeggia in ben tre categorie. Sono i dati delle vendite dei primi cinque anni di vita di Amazon nel nostro Paese, che ha creato la carta geografica degli acquisti online.Una startup per l’e-commerce, Brandon, ha invece creato il decalogo per chi vuole ottenere i migliori risultati dalle vendite online.

amazon mappa 2Il gigante dell’e-commerce di Seattle compie in questi giorni cinque anni di presenza in Italia, non molti rispetto all’esordio mondiale. Amazon, infatti, è approdata nel web nel luglio 1995.

Per la prima volta l’azienda ha diffuso dati di una vera e propria ‘mappa dell’e-commerce’ in Italia che, dato l’altissimo volume di vendite della piattaforma, può essere in qualche modo considerato significativo.

Non mancano le sorprese e i cambiamenti di gusti e tendenze in questi cinque anni. Nel corso del primo anno di attività le merci più vendute appartenevano alle categorie libri, elettronica, musica, dvd e videogame. Oggi il panorama è cambiato, ma anche la gamma di prodotti offerti online è cresciuta: adesso le categorie merceologiche sono una ventina.

Tenendo conto di ciò, a distanza di cinque anni si vendono più pc che libri: oggi i personal computer sono al primo posto, seguiti dall’elettronica di consumo. I libri scendono alla terza posizione mentre arriva la categoria cucina al quarto posto. In quinta posizione troviamo i giocattoli, che sembravano essere spariti dall’orizzonte dell’infanzia ai tempi dei giochi elettronici, smartphone e tablet anche per neonati.

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amazon mappa 1E’ interessante l’analisi delle città in testa alla classifica degli acquisti pro capite nelle varie categorie di prodotto: Milano, da capolista nei libri nel 2011, è stata scalzata da Pescara, con Reggio Calabria in seconda posizione e Udine al terzo posto.

Il capoluogo lombardo ha conquistato invece la leadership degli acquisti di elettronica e pc, scavalcando Padova (al primo posto nel 2011, ora al secondo).

Nella categoria cucina, Milano batte Trento (leader nel 2011) e Bolzano è primo posto negli acquisti dei prodotti per la casa, che erano la specialità milanese. Trento e Bolzano in questi cinque anni hanno ottenuto i primi due posti nell’acquisto di articoli sportivi, prodotti che erano il fiore all’occhiello di Cagliari e Ferrara. Trento e Bolzano sono anche al secondo e terzo posto per gli acquisti nella categoria moda, alle spalle della insospettabile numero uno, Brescia.

amazon mappa 3Bolzano è protagonista anche nella categoria musica mentre nel 2011 era Foggia.
Roma ha tolto a a Milano la leadership negli acquisti di videogame ed è seconda negli acquisti di orologi. E’ Cagliari la numero uno per gli acquisti di orologi e la numero due per la spesa di tutto ciò che riguarda alla cura del corpo, dove la capolista è Milano.

Tra le categorie più recenti, Piacenza ha una particolare predilezione per il cibo, con il primo posto negli acquisti del settore grocery, seguita da Trento e da Modena, mentre nel reparto beauty ai primi tre posti troviamo Novara, Trento e Monza.

 

Un decalogo per le startup dell’e-commerce

Paola Marzario è fondatrice e amministratore delegato di Brandon Ferrari, startup che accompagna le imprese italiane nel mondo dell’e-commerce, cercando di individuare gli aspetti più importanti da tenere in considerazione da parte di chi vuole affacciarsi al commercio digitale. Marzario ha scritto un decalogo per le aziende che vogliono lavorare su piattaforme online e non sanno esattamente quali siano le priorità. Eccole:

Studiare il “campo da gioco”. Il mercato e-commerce segue logiche molto diverse dal commercio tradizionale, ad esempio un acquirente e-commerce è più attento al pricing e alle tendenze della moda: è importante conoscere i trend e le abitudini degli utenti web per confezionare un’offerta di prodotti “adatta” al mercato digitale.

Amplificare la visibilità. Il sito non basta: diversificare i punti di vendita per aumentare l’attenzione verso i propri prodotti; promuovi i “negozi” sia attraverso pubblicità web o le Dem (direct email marketing) sia nei canali tradizionali (fiere, flyer) per generare il maggior numero di visite possibili.

Curare i dettagli. L’esperienza di acquisto online si basa solamente sulla vista e sulle descrizioni. Bisogna creare immagini e contenuti il più esaustivi possibili per gli utenti web; realizzare un catalogo fotografico digitale professionale curandone tutti i passaggi, dallo shooting fino l’attività di post-produzione; curare la descrizione del prodotto anche con approfondimenti tecnici. Più si è dettagliati più sarà facile per l’acquirente il processo di selezione e acquisto.

Catturare l’attenzione. Il negozio online è come la vetrina di una boutique che deve colpire i “passanti”: in primo piano nel catalogo ci devono essere prodotti “best seller” che invoglino gli utenti all’acquisto e alla navigazione;  bisogna cambiare spesso l’offerta in “esposizione” per solleticare l’interesse di nuovi clienti.

Pensare in grande. Internet non conosce frontiere, quindi anche l’export può crescere grazie all’e-commerce. Ogni paese ha le proprie regole e abitudini d’acquisto: serve imparare a conoscere le peculiarità dei consumatori online nei mercati a cui ci si rivolge; garantire la traduzione dei testi in diverse lingue (l’inglese da solo non basta); individuare le principali piattaforme di commercio online ( come eBay, Amazon, Alibaba) e imparare come funzionano; inoltre studiare prezzi di vendita, adempimenti legali, fiscali e doganali.

Giocare d’anticipo. I “tempi” dell’e-commerce sono diversi da quelli tradizionali: serve la pianificazione delle campagne anticipando i periodi caldi di vendita (Natale, Saldi, San Valentino), tenendo in considerazione i tempi di spedizione, non sempre brevi, e la “concorrenza” degli altri canali offline.

Facilitare l’acquisto. Tra le principali cause di abbandono del carrello online c’è l’eccessiva “burocrazia” del processo di acquisto: la selezione del prodotto e il pagamento deve essere veloce, comprensibile e trasparente; bisogna essere chiari e diretti sul prezzo finale – costo del prodotto e costi di consegna – e sui tempi di spedizione per conquistare la fiducia dei consumatori.

Adattare l’impresa all’online. Il canale e-commerce richiede una riorganizzazione dei processi aziendali per essere sempre efficienti. Bisogna programmare una produzione rapida e veloce o un magazzino in pronta consegna; sviluppare una logistica efficiente; stipulare accordi con leader nel settore delle spedizioni; selezionare più modalità di pagamento per garantire un servizio completo e sicuro.

Dialogare con il cliente. Un’impresa che vende online deve prestare particolare attenzione alla reputazione sul web. E’ necessario interagire con i clienti sui social network, anche dopo l’acquisto e tenerli costantemente informati sulle nuove offerte, misurandone la soddisfazione attraverso un sistema di ‘customer satisfaction’ e monitorarne i feedback online.

Fare tesoro dei dati. L’e-commerce permette di conoscere a fondo i consumatori, le loro abitudini e le dinamiche che portano alla vendita o meno. Vanno analizzate le informazioni derivanti dal processo di acquisto, come ad esempio il numero di visite al portale, la provenienza dei consumatori, quali pagine e quali prodotti attirano maggiore attenzione, per poter costantemente aggiornare e migliorare l’offerta.

Celia Guimaraes @viperaviola

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