Come si dice ‘brevetto’ in cinese?

Le domande di registrazioni di brevetti internazionali sono in calo in tutto il mondo, ma non in Cina. E vanno benissimo soprattutto le richieste di copyright per nuovi applicativi e software. In testa le potenti Zte e Huawei, che producono il 90% delle internet keys e sono sospettate di dumping. L’America si difende grazie a Apple e Microsoft.

Continua a leggere

Francia e Olanda contro la censura sul web

Un codice di condotta per le aziende hi-tech che trasferiscono prodotti in Paesi autoritari: questo l’obiettivo del gruppo interministeriale franco-olandese per la libertà d’espressione su internet. Nel mirino, Cina, Iraq, Birmania. Ma anche colossi come Siemens, Nokia, France Telecom.

 

La difesa della libertà d’espressione su internet è una preoccupazione prioritaria per Francia e Olanda, che si sono unite nel chiedere alle aziende specializzate in tecnologia di non collaborare con Paesi autoritari. I due Paesi stanno preparando un incontro a livello ministeriale per il prossimo ottobre.

L’obiettivo è quello di stabilire le linee guida per le compagnie che producono alta tecnologia, che potrebbe essere utilizzata per reprimere la democrazia sul web. L’uso dell’innovazione tecnologia per favorire la censura in rete è focalizzata soprattutto in Iran e Cina.

Il premio Nobel per la pace, l’iraniana Shirin Ebadi, ha accusato il gigante tedesco Siemens e la compagnia finlandese Nokia di fornire all’Iran la tecnologia necessaria per reprimere il dissenso. Jean-Francois Julliard, dell’associazione Reporters Sans Frontieres (RSF), ha accusato il provider francese Alcatel di vendere tecnologia al Myanmar, ex Birmania, e la Cisco Systems di cedere degli encoder alla Cina.

”Ci sarebbe anche da sollevare questioni sulla responsabilità della France Telecom, che è azionista degli operatori di Marocco e Tunisia, dove l’informazione su internet e tutt’altro che libera”, ha aggiunto Julliard.

Sostegno ai dissidenti

“Dobbiamo sostenere i cyberdissidenti come abbiamo sostenuto i dissidenti politici”, ha detto a Parigi il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, poco prima dell’apertura della prima sessione del gruppo pilota formato da Stati, imprese e Ong, incaricato di definire un quadro per la libertà d’espressione sul web.

“L’Iran ha bloccato dei siti e dei sociali network”, ha accusato da parte sua il capo della diplomazia olandese, Maxime Verhagen, sottolineando come questa censura sia una “violazione dei diritti umani”.

Rsf denuncia: 120 bloggers perseguitati
Per la prima volta dalla comparsa di Internet, nel 2009 Reporters sans frontières ha registrato almeno 120 casi di bloggers, cyber-dissidenti ed utenti internet imprigionati per aver espresso sul web le proprie opinioni.

Questa cifra, spiega l’associazione, illustra la repressione che imperversa contro la rete in una decina di Paesi. Molti Stati hanno adottato una politica di criminalizzazione assoluta nei confronti dell’espressione online. Il documento può essere consultato online.

(c.g.)

Brunetta ringrazia i cracker

Preso d’assalto dai pirati informatici subito dopo il lancio il portale sulla riforma della Pubblica amministrazione. Il ministro accusa: oscurantismo informatico.

 

 

Anche gli “hacker sono fannulloni ma li ringrazio”, ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta a proposito dell’attacco al  portale www.riformabrunetta.it,  crackato soltanto un’ora dopo la presentazione alla stampa (guarda la notizia sul nostro sito internet).

 

Continua a leggere

Nasce Google Ventures che finanzierà società innovative

Google ha annunciato di aver lanciato una propria società di venture capital che finanzierà “potenziali start up”.

Google Ventures, questo il nome della nuova divisione del più popolare motore di ricerca al mondo, investirà 100 milioni di dollari nel suo primo anno di vita “in società giovani e promettenti” del mondo di internet, ma anche in quelle che si occupano di software, biotecnologia, nano-tecnologia e robotica,

ha detto il direttore generale della nuova società, Bill Maris, aggiungendo che “non si escludono altri settori” d’investimento.

Secondo Maris, la recessione economica attuale non impedirà ad aspiranti imprenditori “di partorire progetti che possono trasformasi in solide aziende”, prendendo ad esempio la stessa Google che decollò proprio in un momento di crisi.

La presentazione dei progetti, massimo tre pagine o venti slides, spiega Google, deve essere spedita, all’indirizzo mail ventures@google.com.