BlackBerry si piega a Riad (e al mercato)

Per la prima volta il fabbricante del BlackBerry, Research in Motion (Rim), ha ammesso che sono in fase di test tre server situati in Arabia Saudita.

L’iniziativa è frutto dell’accordo tra l’azienda canadese e il regno saudita per cercare di risolvere la controversia sulla messaggistica criptata e finora inviolabile dello smartphone.

“Si stanno effettuando i test su tre server, uno per ciascuno degli operatori di telefonia mobile. Stiamo aspettando i riscontri” dalle aziende telefoniche, ha rivelato una fonte ufficiale, che ha anchee confermato che le prove tecniche seguono colloqui tra Rim e le autorità di Riad.

Le autorità di Riad avevano minacciato di bloccare il servizio nel Paese per “problemi di sicurezza”. E per dimostrare che facevano sul serio hanno sospeso per quattro ore il traffico delle mail e di internet per tutti gli utenti BlackBerry in Arabia Saudita.

La canadese Rim ha dunque capitolato. Ha accettato di installare un server locale, accessibile alle autorità giudiziarie saudite, che potranno monitorare, su richiesta, la posta dei 750 mila utenti locali del BlackBerry. La polizia non potrà sorvegliare in tempo reale i messaggi scambiati, ma potrà richiederli e leggerli.

La richiesta dell’Arabia Saudita di avere il controllo sui dati scambiati attraverso i BlackBerry segue di pochi giorni identica imposizione da parte degli Emirati Arabi. Richieste simili erano arrivate anche da Libano, India e Indonesia. La Rim sembrava intenzionata a non consentire l’accesso ai suoi ‘blindatissimi’ server in Canada, su cui transitano, criptati, tutti i dati dei terminali Blackberry.

Adesso, pur di non perdere i ricchi mercati arabo e asiatico, Rim potrebbe decidere di installare un server in ognuno dei Paesi che pretende il controllo sulla messaggistica degli smartphone.

(c.g.)

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