Cyberspazio, spie e diritti umani

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“La cyber-sicurezza non deve andare a discapito dei diritti umani”, si è detto a Londra in chiusura della Conferenza internazionale sul Cyberspazio. Russia e Cina puntavano su più controllo su internet. Mentre un dossier dell’intelligence americana accusa proprio i due Paesi di cyber-spionaggio ai danni degli Stati Uniti.

 

“E’ stato inviato un chiaro segnale al governi autoritari”. I tentativi da parte di Cina, Russia e altri per ottenere un maggiore controllo su internet sono destinati al fallimento, è stata la conclusione del governo della Gran Bretagna, che ha ospitato una delle più importanti conferenze internazionali sul cyberspazio.

All’evento di Londra, a cui hanno partecipato 60 nazioni, il ministro degli esteri britannico William Hague ha detto che le minacce di cyber-terrorismo e la criminalità informatica sono reali, ma ciò non deve essere usato come pretesto per la repressione online. “La conferenza ha convenuto che gli sforzi per migliorare la cyber- sicurezza non devono andare a scapito dei diritti umani “. La conferenza londinese avrà un seguito a Budapest nel 2012 e a Seoul nel 2013.

Cyberfurti

Cina e Russia si servono del cyber-spionaggio per rubare segreti commerciali e la tecnologia degli Stati Uniti, per sostenere il proprio sviluppo economico. E’ quanto afferma un rapporto di intelligence Usa, inviato al Congresso.

Molte informazioni sensibili si trovano in network che potenze straniere sono in grado di raccogliere in modo rapido e con pochi rischi perché difficili da rilevare, creando danni per milioni di dollari, sostiene il rapporto intitolato “Foreign Spies Stealing US Economic Secrets in Cyberspace”. La ricerca riguarda il periodo 2009-2011.

(celia guimaraes)

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