Open source nella manovra

Spazio al software libero nella pubblica amministrazione. E’ quello che si augurano i radicali, dopo che è stata approvata una loro proposta da inserire nella manovra economica del Governo: un emendamento che obbliga tutte le amministrazioni pubbliche alla valutazione del software libero nei bandi di gara.

“Una modifica storica del codice dell’amministrazione digitale”, così viene definita l’approvazione, in Commissione Bilancio, dell’emendamento radicale a prima firma Marco Beltrandi.

L’adozione di software libero, ricordano i promotori, significa maggiore libertà dello scambio dei contenuti immateriali, libera circolazione della conoscenza, del know-how e più in generale delle informazioni. E si inserisce nella linea del governo Monti per il contenimento della spesa pubblica.

Napoli già pronta

“Per chi come me che si è impegnato 5 anni in Consiglio comunale per portare avanti la bandiera del software libero al Comune di Napoli, facendo risparmiare 3,5 milioni di euro all’amministrazione pubblica, e puntando, oltre che sull’economicità, sull’efficienza e la trasparenza, è una grandissima soddisfazione, ha detto Francesco Nicodemo, del Pd partenopeo.

(celia guimaraes)

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