Il lavoro del futuro richiederà passione e trasversalità

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Una delle più importanti ricercatrici italiane, dopo una serie di vicissitudini nel nostro Paese, si è stabilita negli Stati Uniti dove continua a lavorare in un centro d’eccellenza. Ospite in Italia del Festival dei giovani, spiega loro come bisognerebbe prepararsi per il futuro lavoro   



Ilaria Capua  è una ricercatrice nota a livello mondiale per i suoi studi sui virus influenzali e per aver depositato, nel 2006, la sequenza genetica del virus dell’aviaria in un database ‘open access’. Non era prassi farlo all’epoca, ma grazie alla sua scelta oggi la condivisione delle informazioni sulla genetica è diventata pratica comune tra scienziati. In un certo modo, Capua nel rendere la sua ricerca gratuita e pubblica, ha preso la stessa decisione di Sir Tim Berners-Lee quando ha inventato il web.

Ilaria Capua è stata ospite del Festival dei giovani, un’iniziativa pensata e sviluppata insieme a ragazzi delle scuole superiori a Gaeta, in provincia di Latina, che in quattro giorni hanno raccontato i propri sogni, presentato le proprie idee e ascoltato interventi di alcune delle eccellenze italiane che sono modello d’ispirazione, proprio come la virologa romana.

“Io sollecito sempre i ragazzi a scoprire le loro passioni”, dice la virologa in questa intervista a Rainews24 a proposito di giovani e carriera professionale.

Non bisogna dimenticare, ricorda Ilaria Capua, che comunque il lavoro rappresenta solo un terzo della nostra vita e per gli altri due terzi dobbiamo dedicarci ad altro. Come scegliere la propria professione, quindi? Oltre a seguire le proprie inclinazioni, è bene puntare ad una formazione che comprenda discipline umanistiche e scientifiche, magari cominciando da una per poi passare ad altra. La multidisciplinarietà, sottolinea Capua, è prassi nella formazione degli studenti negli Stati Uniti. E sarebbe ora che anche in Italia si puntasse alla trasversalità.

“Trafficante di virus”

Deputata per Scelta Civica dal 2013 al 2016, Ilaria Capua si dimise dopo essere stata coinvolta in un’inchiesta della magistratura di Roma che fece scalpore.  Nel 2014 venne iscritta nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, abuso di ufficio e traffico illecito di virus e nel 2016 venne prosciolta dalle imputazioni: “E’ come se mi avessero gettato dell’acido addosso, certe ferite non se ne vanno”, disse allora a Gian Antonio Stella, del Corriere della Sera.

La ricercatrice oggi racconta queste vicende nel libro “Io, trafficante di virus. Una storia di scienza e di amara giustizia”, scritto con il giornalista Daniele Mont D’Arpizio, edito da Rizzoli.

Ilaria Capua nel frattempo si è trasferita negli Stati Uniti, dove dirige il centro di eccellenza dell’Università della Florida dedicata alla ‘One Health’,  che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale.  “Ora stiamo lavorando sul virus zika e su altri virus emergenti trasmessi da vettori ma c’è anche un progetto che prevede l’uso dell’intelligenza artificiale applicata alla visione “One Health” , ha detto in un’intervista all’Ansa.  La virologa fa anche parte del Cda dell’Università Luiss Guido Carli.

Celia Guimaraes @viperaviola

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